L’attualità del pensiero sturziano nel convegno dell'ACLI

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    Dal 22/03/2019 al 22/03/2019
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Un convegno per celebrare “L’attualità del pensiero sturziano a cento anni dall’appello ai liberi e forti”: lo hanno organizzato le ACLI di Avellino e si terrà venerdì 22 Marzo al Palazzo Vescovile di Avellino.
Durante l’incontro si farà luce sul carattere profetico della visione di Don Luigi Sturzo, sviluppando un dialogo costruttivo sui contenuti più vivi del suo pensiero, attuale in ogni tempo e nel nostro particolarmente. Centrale, nell’insegnamento sturziano, è la figura dell’uomo, inteso come cittadino partecipe e responsabile che, impugnando la Carta Costituzionale, ne faccia sostanza sacra e fondamentale di vita civile, libera, una e indipendente, con il dovere di rispettarla, attuarla e difenderla contro le insidie del potere detentore del comando e potenzialmente colpevole di interventi surrettizi, deformanti e alteranti la veridicità della lettura e dell’interpretazione.
Sarà un’occasione, dunque, per rinvigorire, con l’aggregazione, la coscienza civica dei cittadini, per sensibilizzarli su temi di rilevanza storica, politica, religiosa e sociale perché, come afferma Gerardo Salvatore, responsabile di “Vita Cristiana ACLI Avellino”, «la partecipazione dei cittadini alla vita istituzionale del Paese è condizione fondamentale per mantenere alto e stabile il valore della democrazia», anche rispetto all’idolo del regionalismo e a pericolose esasperazioni ideologiche, come la statolatria dilagante.
Le ACLI intendono avviare una riflessione sulla necessità di riconsiderare, con il concetto di popolo e democrazia, l’impegno attivo dei cattolici nel dibattito politico. È di Ernesto Galli Della Loggia, storico ed editorialista del Corriere della Sera, la dichiarazione secondo cui l’ambiente cattolico ancora oggi rappresenta strati della società italiana che, per qualità, propensione e cultura civica, sono in grado di dare ai gruppi dirigenti politici del Paese un personale alquanto diverso dai “nani”, dalle “ballerine”, dai “capataz” che affollano le stanze del potere.
Rinnovare la nostra pedagogia politica diviene, pertanto, il fine ultimo e privilegiato dei prossimi interventi, tesi a riscoprire le comunità locali e i corpi intermedi, conservatori tradizionali di intelligenza, capacità e buone prassi; a occupare gli spazi di dialogo, di parole, di ascolto; a riunire persone ed esperienze intorno a punti programmatici. Fondamentale è puntare sul popolo, formarlo, sostenerlo e accompagnarlo costantemente perché non si identifichi mai con qualche capo o leader, perché mai coincida con chi, a fronte dei risultati elettorali del momento, ne rispecchi le opinioni, ma sia soggetto privilegiato di continua e proficua coesione sociale.
Il Presidente Sarno sottolinea come l’ispirazione politica di Don Sturzo possa diventare attualmente «il germe di un populismo “buono”, creando nuovi spazi di democrazia e libertà, motivando alla difesa della famiglia a fronte di una malintesa interpretazione di alcuni diritti che, di fatto, l’hanno disgregata, con conseguenti problemi antropologici e sociali, e spingendo al rilancio di un regionalismo finalizzato ad una crescita complessiva del Paese in nome dell’unità nazionale».
E sarà proprio il Presidente Domenico Sarno a introdurre i lavori venerdì pomeriggio; modererà Angelo Picariello giornalista dell’Avvenire, porterà i saluti Filiberto Parente Presidente ACLI Campania e interverranno: Mons. Vincenzo De Stefano, Vicario generale della Diocesi di Avellino; il Prof. Francesco Barra, docente di Storia Moderna all’Università degli Studi di Salerno; il Presidente Nicola Mancino, già Presidente del Senato. Le conclusioni saranno affidate a Roberto Rossini, Presidente Nazionale delle ACLI.
 

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