Saldi invernali, commercianti delusi per il bilancio

Secondo la Confederazione Italiana degli Esercenti e Commercianti, le vendite in provincia di Avellino sono calate del 10%

Il periodo dei saldi invernali volge al termine infatti la regione Campania fissa questo limite per il prossimo 2 aprile, e la CIDEC Avellino ha tracciato un bilancio che non è per nulla positivo. Secondo la Confederazione Italiana Degli Esercenti e Commercianti, le vendite in provincia di Avellino sono calate del 10% rispetto alla precedente stagione invernale, con un picco di -15% in alcuni comuni dell’Ufita e della Valle del Calore.
“Il dato conferma che il mercato interno della nostra Provincia non riesce a riprendersi dalla crisi economica che ancora oggi investe le famiglie irpine e non solo, contraendo sempre più i consumi” dichiara il Presidente di CIDEC Avellino, Nicola Grasso.
A peggiorare la situazione ci si è messo anche il meteo.

“La stagione invernale – spiega Grasso – si è avvertita solo in concomitanza con l’inizio dei saldi, vanificando così la vera stagione di vendite. Anche per questo – sottolinea il Presidente di CIDEC – ci stiamo adoperando con la Regione Campania, affinché venga istituito un nuovo calendario saldi, con l’intento di anticipare gli inizi di almeno 30 giorni, tenendo presente che le vendite pre-Natalizie fanno da volano per tutto il comparto, determinando così un significativo cambiamento nell’arco temporale e non arrivare ad aprile quando nella maggior parte delle vetrine si è già fatto spazio alle collezioni primaverili”.

Se le vendite nei negozi calano, aumentano invece gli acquisti online. Grasso aggiunge in proposito: “il più delle volte l’acquirente di trova costretto a doversi accontentare di prodotti di qualità più bassa, e sicuramente non riceverà le attenzioni alla clientela che un negozio invece offre”.

“Siamo consapevoli ormai – conclude Grasso- che il commercio non vive un momento facile. La ripresa che da sempre ci viene sbandierata, la troviamo solo sulle pagine dei quotidiani e in alcuni servizi giornalisti in onda sulle emittenti televisive. Noi commercianti invece restiamo in attesa di segnali postivi da parte di chi governa il nostro Paese e chi amministra le nostre città, nella speranza che questi arrivino prima che i nostri paesi diventino bui e senza anima, a causa della chiusura dei negozi di vicinato, i quali ancora oggi mantengono vivo il centro e le periferie delle nostre città”

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