Ex-Isochimica, la CGIL scrive al Presidente del Consiglio dei Ministri

La lettera ufficiale della CGIL

 

Di seguito, la lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, sulla questione ex-Isochimica sottoscritta dai segretari generalidella Cgil di Avellino, Franco Fiordellisi, Cisl Irpinia-Sannio, Mario Melchionna, e Uil Avellino-Benevento, Luigi Simeone.Gentilissimo Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte, 

ringraziamo S.E. il Prefetto Maria Tirone che ci ha ricevuti e per il tramite della quale le inoltriamo questa lettera. Ad Avellino, è stata attiva un’azienda l’Isochimica che scoibentava, dall’amianto, le carrozze dei treni per conto di Ferrovie italiane, Elio Graziano, il proprietario di Isochimica, ottenne un appalto dalle Ferrovie dello Stato per la bonifica di circa tremila carrozze che tra la parete esterna e quella interna avevano un palmo di mano d’amianto. Era la più grande bonifica da amianto che l’Europa abbia mai conosciuto. I lavori di scoibentazione iniziarono nell’autunno del 1982 sui binari della stazione di Avellino. C’erano 350 operai dell’Isochimica erano ragazzi alla prima esperienza lavorativa, avevano un’età media di ventidue anni, alcuni erano ancora minorenni. L’attività a regime si protrasse sino all’otto settembre 1988 quando l’allora sindaco di Avellino emise l’ordinanza di sospensione dell’attività industriale e il tredici dicembre il pretore di Firenze, Beniamino Deidda, ordinò la chiusura definitiva dell’Isochimica. Ma Graziano non si arrese e continuò a scoibentare carrozze fino al 1990 con una quindicina di operai fidati, negli stessi capannoni, cambiando semplicemente la denominazione dell’azienda. Una storia bruttissima, come lo sono tutte le storie d’amianto, che oggi, a distanza di trent’anni, torna a galla e obbliga i lavoratori a fare i conti col mesotelioma da asbesto, un male che prende alla lunga le sue vittime. Una sola fibra d’amianto depositata nei polmoni dopo una incubazione di circa trent’anni può causare il mesotelioma. Nei polmoni degli operai dell’Isochimica ce ne sono migliaia e il risultato di un’indagine a campione effettuata da medici specialisti confermano che il 100 per cento dei soggetti esaminati è contaminato dall’amianto. Il malato di mesotelioma o di tumore professionale è oppresso da un infernale iter di valutazione medico-legale, che è ai limiti dell’assurdo, infatti la persona malata è sottoposta a svariati livelli di valutazione in rapporto alla sua condizione clinica.  Per una malattia come il mesotelioma, i tempi lunghi comportano che spesso nel momento in cui il malato muore la valutazione del danno biologico è ancora al 60%. Anche perchè l’Inail, non riconosce aggravamenti prima di un anno dall’ultima valutazione. Ad oggi di nostra conoscenza sono deceduti 26 lavoratori!

Attualmente è in corso il processo, che si sta svolgendo a Napoli perché il tribunale di Avellino non è a norma e ad oggi non si sono trovate strutture idonee a far svolgere il processo ad Avellino. Anche per far tornare il processo Isochimica ad Avellino oggi manifestiamo. Ma non è finita. C’è anche la bonifica del sito, che rappresenta una bomba per il popoloso quartiere di Borgo Ferrovia. In vent’anni si è riusciti a fare poco e niente, solo negli ultimi due anni si sono fatte delle attività tra cui censire i cubi di calcestruzzo e amianto stoccati nel piazzale, demolire il silos abbattitore. Siamo attenti affinchè la prevista bonifica non faccia altri danni; l’amianto in parte l’ha sotterrato intorno alla fabbrica, in parte l’ha compresso nei cubi di cemento, altro ancora lo ha smaltito non si sa ancora dove.

Fatta questa doverosa premessa e sapendo che c’è tanto amianto ancora in giro in provincia e smaltito anche illegalmente nelle campagne, di seguito vi proponiamo proposte “Per un Italia libera dall’amianto entro il 2028”.

Premessa

Da diversi anni abbiamo cercato di tenere elevata l’attenzione del Paese sulle problematiche dell’amianto e diverse sono state le iniziative ed anche i risultati positivi.  Ora si tratta di dare più incisività, più continuità garantendo un impegno corale e coordinato su tutto il territorio nazionale. 

Il presidio di oggi, oltre a quanto denunciato in premessa per Isochimica, Processo e Bonifica ha come obiettivi:

a. la condivisione delle nostre richieste

b. far recepire le nostre richieste nella legge di bilancio

Le vittime

I numeri delle vittime dell’amianto non fanno più notizia.

Anche le stime sono approssimative e questo sembra alleggerire qualsiasi preoccupazione. Ci sono documentate nominativamente almeno 1.500 diagnosi di mesotelioma ogni anno e per i tumori polmonari e gli altri tumori asbesto correlati si stima un effetto  moltiplicatore da 1 a 3 rispetto al numero dei mesotelioma. Quindi ogni anno dovremmo avere da 3.000 a 6.000 vittime dell’amianto. Anche se dovessimo basarci sulla stima più bassa, si tratta di 3.000 persone che ogni anno sono vittime dell’amianto. Questi numeri ci lasciano inquieti e ci obbligano a realizzare risposte più efficaci e incisive. La prima conseguenza di questa considerazione è che non possiamo accettare l’approssimazione delle vittime dell’amianto.

Dobbiamo far diventare il ReNaM, il Registro Nazionale dei Mesoteliomi il Registro di tutti i tumori asbesto correlati. Chiediamo così nell’immediato il potenziamento dei COR (Centri Operativi Regionali) per lo studio epidemiologico di tutti i tumori dovuti all’amianto a partire dai tumori  polmonari.  Diversi COR già operano in questa direzione, bisogna garantire un’azione generalizzata su tutto il territorio nazionale con un forte coordinamento dell’Inail e del Ministero della Salute così come indicato dall’art. 244 del decreto legislativo 81/2008. Bisogna definire risorse certe che garantiscano un’azione immediata e tempestiva da parte dei COR in grado di darci le indicazioni utili per interventi più immediati e mirati. Il Fondo delle vittime dell’amianto

Alle vittime dell’amianto si deve assicurare oltre al migliore percorso di assistenza sanitaria anche un pronto e tempestivo supporto economico che li aiuti nella fase della cura delle patologie asbesto correlate e di indennizzo nei casi di decesso.

Nel triennio 2018-2020 dovremmo riuscire ad avere per i malati professionali e gli eredi dei malati professionali deceduti, l’erogazione puntuale mensile delle prestazioni economiche aggiuntive pari al 20 % delle indennità percepite da Inail. Oggi vige un regolamento che nonostante la disponibilità in cassa delle risorse economiche non ci consente di erogare con puntualità tutto quanto è disponibile e ad agire ancora con anticipi e conguagli.  Mentre per i malati di mesotelioma non professionali e per gli eventuali loro eredi in caso di decesso, per lo stesso triennio avremo l’erogazione dell’Una tantum di 5.600 euro.

Quali richieste?

La riforma del F.V.A.  vogliamo realizzare un Fondo Universale, cioè che abbia i trattamenti equiparati per tutte le vittime dell’amianto sulla base del modello Francese del FIVA con gli adeguamenti necessari in considerazione della diversa struttura delle dimensioni delle aziende.  In Italia è preponderante la presenza delle PMI, mentre in Francia è più consistente il  peso delle grandi e medie imprese.  Ciò significa che il contributo delle aziende, tramite l’Inail deve crescere di un valore significativo.

Nel frattempo, a fronte anche della disponibilità delle risorse, il Governo, il Ministro del Lavoro e il Ministro dell’Economia si dovrebbero convincere a portare a 12.000 euro il valore dell’Una tantum a favore dei malati di mesotelioma delle vittime non professionali, cercando di allargarlo, sempre per i non professionali, alle altre tipologie di tumori asbesto correlati.  Le risorse per queste operazioni già sono disponibili, non ci sono aggravi per la finanza pubblica e anche le procedure devono essere semplificate e rese celeri con la conferma delle patologie da parte dei COR. Ecco ancora una volta l’importanza del supporto dei COR per la valutazione circa l’attestazione della causalità dell’amianto nelle patologie asbesto correlate.

Aspetti previdenziali

Siamo in presenza di un significativo contenzioso legale che i diversi interventi disarticolati del legislatore, hanno reso sempre più complesso e multiforme. 

Noi riteniamo che, all’interno della discussione generale sul sistema previdenziale e sulla base del principio di riferimento circa l’aspettativa di vita, bisogna riaprire i  termini per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto.

Innanzitutto a parità di esposizione all’amianto ci deve essere parità di trattamenti previdenziali.

Ma serve riaffermare alcuni criteri:

- validità dei 10 anni di esposizione come soglia per la rivalutazione degli anni

di lavoro ai fini previdenziali,

- la conferma del moltiplicatore dell’1,5 per la rivalutazione degli anni di lavoro

ai fini previdenziali,

- la validità almeno fino al 2003 del periodo massimo valido ai fini della maggiorazione previdenziale, come indicato dal decreto (2007) dell’exMinistro Cesare Damiano, che lo limitava solo ad alcuni stabilimenti.  

L’aspettativa di vita degli esposti all’amianto è più bassa della vita media dei lavoratori italiani ed essendo uno dei criteri che regola il sistema previdenziale, lo stesso, deve essere articolato anche in considerazione dell’aspettativa di vita di categorie specifiche come gli ex-esposti all’amianto.Inoltre, sempre in riferimento all’attesa di vita, per i malati di mesotelioma deve essere riconosciuto il sistema previdenziale antecedente la riforma Fornero per la collocazione in pensione, oltre al moltiplicatore 1,5 per il calcolo degli anni di contribuzione. 

Le questioni sociali richiamate finora fanno capo al Ministero del Lavoro al quale chiediamo di aprire un tavolo di lavoro e di confronto per la loro risoluzione, unitamente all’Inail e all’Inps.

Macro Area Sanità

Dopo la conferenza nazionale governativa di Casale Monferrato del 24 e 25 novembre dell’anno scorso, la Conferenza Unificata Stato Regioni e Autonomie Locali ha approvato il protocollo nazionale per la sorveglianza sanitaria degli esposti e degli ex esposti.   Un risultato importante ma che deve completarsi con un sistema di verifica nella sua applicazione e di valorizzazione nell’analisi dei risultati a livello nazionale.   Non c’è una struttura sanitaria incaricata e capace di mettere insieme i dati e di ottimizzarne e valutarne gli esiti e gli effetti, come occorre dare nuove energie alle strutture territoriali, quindi occorrerà, costruirla nel più breve tempo possibile, trattandosi di lavoratori e lavoratrici, riteniamo che l'INAIL debba essere coinvolta.

Inoltre riteniamo debba essere maggiore l’impegno dell’Inail rispetto:

- all’attività dei COR;

- al coinvolgimento nella ricerca clinica per la cura dei mesotelioma.

Sull’insieme della Macro Area sanitaria è importante avere un Tavolo di confronto al Ministero della Salute con la presenza del Ministero del Lavoro e la partecipazione dell’Inail, dell’Istituto Superiore della Sanità e delle Regioni.

Macro Area Ambiente

Condividiamo l’affermazione del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa: “che non è più ammissibile veder pezzi di amianto disseminati un po’ da per tutto lungo le strade e le sponde dei fiumi e torrenti”. Per porre fine alla presenza pericolosa dell’amianto ci vuole un piano straordinario che possiamo riassumere nei seguenti punti:

- Un Fondo pubblico per la bonifica dell’amianto per le persone incapienti (un Paese solidale non può accettare che chi è disagiato economicamente, debba convivere forzatamente con l’amianto);

- Un Fondo pluriennale per la bonifica degli edifici pubblici, a cominciare da scuole ed ospedali;

- Il rafforzamento e un finanziamento specifico per il SNPA (il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale, Ispra-Arpa) per garantire sul territorio nazionale un’azione omogenea di censimento, codice e norme di intervento per le bonifiche, criteri per i depositi temporanei di prossimità, criteri per la individuazione delle discariche regionali, almeno una per Regione a seconda delle dimensioni territoriali;

- i siti temporali di prossimità, ogni Comune deve destinare uno spazio pubblico per il conferimento delle piccole quantità di Materiale Contenete Amianto (MCA), classificati come non pericolosi (come ad esempio i materiali da costruzione contenenti amianto, costituiti in particolare da materiali edili contenenti amianto in matrici cementizie e resinoidi) possono essere smaltiti direttamente in discarica. Questo contribuirebbe a crea più consenso e consapevolezza per la individuazione e realizzazione delle discariche definitive regionali;

- L’Iper Ammortamento Fiscale per i privati con il recupero al 100% delle spese sostenute per la bonifica dell’amianto nel corso dei quattro anni successivi alla bonifica;

- linee guida per la segnalazione e la tracci abilità delle strutture con presenza di amianto nel territorio, con la predisposizione di strumenti come il fascicolo di fabbricato.

- L’Adeguamento delle risorse finanziarie dell’Inail alla domanda di contributi da parte delle aziende per la bonifica dell’amianto presente anche nei processi produttivi;

- Il coinvolgimento del sistema bancario per l’agevolazione dei prestiti per le bonifiche a fronte delle bonifiche dei privati e delle aziende.

- Si auspica il ricorso a processi alternativi ecocompatibili e sicuri, che possano trasformare in sicurezza i materiali contenenti amianto rendendoli inerti per poterli riutilizzare nel settore delle costruzioni.

Tavolo al Ministero dell’Ambiente con Regioni, Anci, SNPA, Confindustria, Artigiani, ABI.

Gli altri aspetti non secondari rispetto ai quali richiamiamo l’attenzione del Governo sono: 

- Controllo delle merci in entrata nel nostro Paese che contengono l’amianto. Ad esempio si è accertato che alcuni prodotti apparentemente innocui come le luminarie volanti importate dalla Cina contengono l’amianto.

Quindi un’azione alla frontiera di controllo sull’import

- Azione internazionale per il bando dell’amianto in tutti i Paesi.

Quando le azioni di civiltà, di tutela del lavoro non avanzano in tutti i paesi, c’è il rischio di un ritorno al passato come sta avvenendo negli Stati Uniti in cui Trump ha riammesso l’utilizzo dell’amianto nell’edilizia. Ricordiamo che l’edilizia sempre più rappresenta il settore lavorativo con la maggioranza relativa di malati di mesotelioma, attestato dal ReNaM.

Quindi il livello di interazione internazionale su cui sviluppare iniziative è fondamentale.

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