Dal bonus in busta paga ai buoni pasto: cosa cambia nel 2020 per i lavoratori dipendenti

Il taglio del cuneo fiscale ci sarà, ma restano molte incertezze sulla platea

I dati relativi all'occupazione, in Irpinia, sono eloquenti: ad Avellino lavorano il 57,75% delle persone tra 15 e 64 anni. Ad Ariano, sono impegnati il 51,36% degli abitanti. A Montoro si registra un 51,25% di occupati.  

Le percentualei peggiorano ulteriormente nei centri più isolati e meno raggiunti dai servizi: a Senerchia il 42,45%, a Monteverde 42,94%, a Candida il 43,60%, a Cairano il 53,07%. Ma cosa cambierà, nel 2020, per i lavoratori dipendenti? 

Sono tre i miliardi stanziati nel 2020 per la riduzione del cuneo fiscale. La misura sarà inserita in un decreto collegato alla manovra, ma nulla è stato deciso circa la platea dei beneficiari. Nel d.d.l. inviato al Parlamento non si fa alcun riferimento a importi e fasce di reddito. L’unica certezza è che con 3 miliardi impegnati il primo anno e 5 nel secondo non si potranno fare miracoli.

Anche perché sembra ormai assodata l’intenzione del governo di estendere il bonus anche ai redditi compresi tra 26.600 e 35 mila euro, ovvero a quella platea di lavoratori che oggi non percepiscono gli 80 euro di Renzi. 

Bonus in busta paga: sarà maggiore per chi guadagna di più?

Secondo le ultime indiscrezioni, a guadagnarci di più potrebbero essere proprio i lavoratori più "ricchi". Nei giorni scorsi il Corriere ad esempio ha scritto che "chi già prende 80 euro potrebbe ricevere in media una ventina di euro in più, gli altri (ovvero chi guadagna più di 26.600 euro, ndr) un bonus analogo a quello Renzi, decrescente col salire del reddito". La ratio della misura sembra dunque quella di privilegiare chi non riceve il bonus da 80 euro, con buona pace del criterio della progressività fiscale. 

Solo ipotesi per ora. È un fatto però che sul taglio del cuneo fiscale il governo non abbia ancora scoperto le carte. A parte la dotazione finanziaria nel d.d.l depositato in Parlamento non ci sono numeri. Ad oggi dunque non sappiamo quali lavoratori saranno 'premiati' e quali no. Non si tratta di dettagli, ma di scelte politiche. Scelte che per ora l’esecutivo si guarda bene dal fare. 

Stretta sui buoni pasto

Sembra invece confermata la stretta sui buoni pasto. Dal 2020 il limite imponibile di 5,29 euro dovrebbe scendere a 4 euro, mentre l’esenzione per i buoni elettronici sarà aumentata da 7 a 8 euro. Come  spiega Il Fatto Quotidiano, "oggi chi in un mese riceve 20 ticket cartacei si vede riconoscere in busta paga un ‘bonus’ di poco più di 100 euro (5,29 per 20) che viene sottratto alle ritenute. Da gennaio invece l’esenzione dalle tasse si fermerà a 80 euro". A perderci dunque saranno i dipendenti. E del resto da questa misura il governo si aspetta entrate per 51 milioni di euro nel 2020. 

Aumento in arrivo per i dipendenti pubblici

Altro capitolo riguarda la tassa sulle auto aziendali che Renzi vorrebbe cancellare. L’imposta potrebbe essere rinviata o annacquata, ma per avere una conferma bisognerà attendere le prossime settimane. Per i lavoratori dipendenti insomma ci sono più ombre che luci. Gli unici a gioire sono i circa 3 milioni di dipendenti pubblici perchè è in arrivo il rinnovo del contratto collettivo e a regime ogni lavoratore pubblico in media avrà 96 euro in più in busta paga. 

 

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