Vini migliori d'Italia 2017, vince l'Irpinia con Taurasi di Poliphemo

Luigi Tecce conquista gli esperti nella guida dell'Espresso

Il Taurasi di Luigi Tecce è uno di quei vini memorabili. Mai nome più giusto di Poliphemo ad indicare la capacità di spingersi lungo rotte mai navigate alla scoperta di tesori nascosti che si fondono in una bottiglia inimitabile.

Poliphemo è il simbolo del viaggio di Luigi Tecce, l'Ulisse della verde Irpinia che ha riscoperto i valori della campagna e dei vigneti di famiglia dando vita ad un nettare di Bacco che stuzzica il palato in modo potente e progressivo. Un capolavoro che l'imprenditore ha realizzato grazie a sperimentazioni continue, dedicandosi anima e corpo alla cura delle piante e alla selezione delle uve.

Lugi Tecce si è messo alla prova ed è riuscito a realizzare un vino diverso, diverso da quelli prodotti dai grandi magnati vitivinicoli. Ed è qui che si gioca la partita. E' infatti proprio sul vino che nell'Odissea Polifemo rischierà la sua incolumità. Odisseo si serve del prezioso nettare per ingannare e punire Polifemo: Odisseo, l'uomo civile ed esperto che conosce il valore, la dolcezza, ed anche le insidie del vino, sa ben usarlo come arma.

Come Luigi che ha ereditato dalla sua famiglia tre ettari di vigne a Paternopoli, nella zona alta della docg Taurasi. Viti vecchie di oltre 70 anni, con un tipo di impianto, la raggiera avellinese, che gli agronomi moderni non prediligono, ma che sono in grado di fare grande una bottiglia. 

Nasce così Polifemo, questo gigante dell'enologia ben lontano dalle etichette commerciali. Ed è per questo e per molto altro che tra trecento bottiglie selezionate dopo 20mila degustazioni, il Taurasi Poliphemo 2012 di Luigi Tecce, "vignaiolo critico" irpino, si aggiudica il primo posto nella graduatoria dei 100 vini da conservare nella guida Vini D'Italia 2017 in edicola ed in libreria dal 14 ottobre. Superando così etichette più blasonate come Barolo Monprivato in Castiglione Falletto 2011 e Barbaresco Pajè Vecchie Viti 2011. Senza dimenticare che parliamo di una bottiglia che offre un prezzo al pubblico decisamente contenuto: 45 euro.

"Chi lo sceglierà e acquisterà, avrà davanti a sé nel bicchiere uno dei migliori Taurasi mai prodotti", dichiarano i critici della guida: "Un vino figlio della sua terra, carnoso, sanguigno, sferico e poi sfaccettato, e dal finale chirurgico. Inforcate gli occhiali 3D, perché sarà pazzesco in futuro".

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