Scandalo diplomi falsi: un indagato resta ai domiciliari, l'altro torna in libertà

La nota vicenda portata alla luce da Striscia la Notizia

La Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura contro la revoca dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Ernesto Capone, funzionario del provveditorato di Avellino, difeso dai legali Giovanna Perna e Michele D’Agnese, uno dei sei soggetti finiti in manette nell'inchiesta concernente la compravendita di diplomi di qualifica e attestati Eipass, avvenuta fra Avellino e Napoli, e portata alla luce da Luca Abete, l’inviato irpino di Striscia la Notizia.  

L’inchiesta prosegue senza sosta 

I legali dell’indagato, nel ricorso accolto dai giudici del Riesame, avevamo dimostrato che la gravità indiziaria ipotizzata nei confronti di Ernesto Capone, per altro incensurato, fosse errata. Respinto anche il ricorso contro la scarcerazione dell’ex collaboratore della Cisl di Avellino, Antonio Perillo, già condannato a quattro anni e sei mesi. La Corte di Cassazione, intanto, aveva già respinto il ricorso dei Pm contro l’annullamento dei domiciliari nei confronti di Biagio Amato, impiegato presso un istituto privato di Avellino.

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