Scandalo diplomi ad Avellino, per gli acquirenti si profila il reato di corruzione in concorso

Continua senza sosta l’indagine portata avanti dalla Procura della Repubblica di Avellino in merito alla vicenda portata alla luce da Luca Abete, l’inviato irpino di Striscia la Notizia

Continua senza sosta l’indagine portata avanti dalla Procura della Repubblica di Avellino in merito alla vicenda relativa alla compravendita di diplomi portata alla luce da Luca Abete, l’inviato irpino di Striscia la Notizia. L’ultima fase dell’inchiesta ha visto l’ascolto degli acquirenti dei titoli fasulli.  

Il Procuratore della Repubblica, Rosario Cantelmo, e il pubblico ministero Antonella Salvatore, vogliono accertare le responsabilità degli acquirenti e conoscere alla perfezione i rapporti intercorsi con i venditori.  

Gran cerimoniere della truffa era Antonio Perillo, 67enne collaboratore del sindacato, messo con le spalle al muro da Luca Abete. Era proprio Perillo che proponeva la vendita di diplomi e attestazioni in cambio di soldi, dai duemila ai tremila euro. 

Furono indagati anche i vertici del sindacato Cisl che, di fatto, scaricarono ogni responsabilità su Perillo, annunciando finanche la fine della collaborazione con lui e promettendo di costituirsi parte civile nel processo conclusosi da poche settimane. Antonio Perillo, condannato, si trova ora agli arresti domiciliari 

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Che fine faranno gli acquirenti? 

Gli acquirenti, neanche a dirlo, rischiano il rinvio a giudizio destinato alla condanna. Problemi inevitabili per avere acquistato certificazioni fasulle senza avere svolto lezioni e senza averne il titolo. Una certificazione che, nei loro intenti, sarebbe servita per scalare posizioni nelle graduatorie per il personale Ata nelle scuole. Presto, ovviamente, saranno cancellati dalle suddette graduatorie e perdendo, quindi, il posto conseguito. Al momento sono 44 gli acquirenti dei diplomi per cui si profila il reato di corruzione in concorso.  

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