Rione Aversa, no al campo polivalente al posto del parco

"Nella zona esiste già il Parco Palatucci, a circa 150 metri dalla zona individuata, che versa in stato di abbandono e degrado, per cui i cittadini ritengono maggiormente utile e prioritario recuperare e riqualificare le opere esistenti, anziché ridurre ulteriormente le aree destinate al verde pubblico

Gli attivisti del Meetup di Avellino condividono la causa dei cittadini del Rione Aversa impegnati, in questi giorni, per manifestare il loro dissenso in merito alla realizzazione del Campo Polivalente "Palatucci" che distruggerebbe una delle poche aree verdi della città.
"Nella zona esiste già il Parco Palatucci, a circa 150 metri dalla zona individuata, che versa in stato di abbandono e degrado, per cui i cittadini ritengono maggiormente utile e prioritario recuperare e riqualificare le opere esistenti, anziché ridurre ulteriormente le aree destinate al verde pubblico" - commenta il gruppo.
"Considerato che il suolo è una risorsa non rinnovabile, in questo caso la realizzazione dell’opera appare del tutto inopportuna per la presenza di strutture simili nelle immediate vicinanze. L’area include, tra l'altro, una delle pochissime zone cittadine adibite ad area di sgambamento per cani. Inoltre, per far posto al Campo Polivalente, dovrebbero essere abbattuti circa 40 alberi, ognuno dei quali rappresenta la nascita di un bambino. Infine - aggiungono gli attivisti- riteniamo che i soldi pubblici non debbano essere spesi per opere di nessuna utilità sociale e soprattutto contro la volontà dei cittadini".
"Per questi motivi si dà il via ad una petizione popolare, che è possibile sottoscrivere presso diversi punti della città, tra cui Centro sgambamento cani (Palatucci), Bar Tilt, Bar Clab, Centro Caritas Valle. Con questo atto chiediamo al Comune di Avellino di non dare luogo all’esecuzione del bando per la realizzazione delle opere relative a 'Campo Polivalente G. Palatucci', il cui progetto esecutivo è stato approvato con delibera di Giunta comunale  - concludono gli attivisti del Meetup - "che il territorio è di chi lo vive quotidianamente per cui un'amministrazione che vuole essere vicina alle esigenze e agli interessi dei cittadini non può non ascoltarne le istanze, dando il giusto credito e merito ad uno dei pochi esempi di partecipazione e cittadinanza attiva nella nostra città".

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