Pastore evangelico e stupratore, il magistrato non ha dubbi

Secondo il gip, gli abusi svolti dal 1999 al 2016 sono indiscutibili e accertati

La vicenda del pastore evangelico della comunità di Sant'Andrea di Conza, continua a tenere banco. Il gip del tribunale di Napoli ha richiesto l'imputazione coatta di C.G. per verificare se gli elementi raccolti consentano di sostenere l'accusa anche in giudizio.  

In pratica, il magistrato afferma che gli abusi svolti dal 1999 al 2016 siano indiscutibili e accertati ma, in base a quanto afferma la corte costituzionale, il principio dell'obbligatorietà impone che il Pubblico Ministero valuti la fondatezza di ciascuna notizia di reato e che compia le indagini necessarie per decidere se occorre formulare l'imputazione o chiedere l'archiviazione. 

Il Pm, a quanto pare, non era convinto degli elementi raccolti nei confronti del pastore salernitano difeso dall'avvocato Giovanna Perna e aveva chiesto l'archiviazione per il reato di riduzione in schiavitù. 

Una richiesta che, successivamente, è stata respinta dal gip Giovanni Gallo, a seguito della forte opposizione della parte lesa.  

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