Schiave del pastore evangelico: "Anche le figlie erano a conoscenza della condotta del padre"

"Ho avuto rapporti sessuali non protetti con lui e questo mi ha causato un papilloma"

L'incubo durato quasi vent'anni e che vi abbiamo descritto nella serata di ieri, continua ad arricchirsi di scenari raccapriccianti e terribili. Stiamo parlando della vicenda di C.G., il pastore evangelico della comunità di Sant'Andrea di Conza, accusato di violenza sessuale e riduzione in schiavitù. Una delle vittime del pastore, infatti, ha raccontato agli inquirenti che, ad accompagnarla dal suo aguzzino, fu proprio la madre. Ma non solo. C.G. l'avrebbe costretta ad avere rapporti sessuali completi e non protetti. Una pratica che, a detta dell'uomo, era assolutamente giustificata, poiché lui era "un angelo".  

"Anche le figlie sapevano della condotta del padre"

Le sue richieste furono ovviamente accolte dalla donna e questo le causò un papilloma. Questa sequela di abusi è durata per anni, sotto il tacito consenso della madre. La vittima, ancora, ha sottolineato che la madre non era l'unica "seguace" dell'uomo, ma che tutte le donne della comunità erano consapevoli di dover avere rapporti sessuali con il pastore.  Infine, la denunciante ha affermato che anche le figlie dell'indagato erano assolutamente a conoscenza della condotta del padre, ma lo accettavano di buon grado.  

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