Tre interrogazioni presentate dal consigliere Marcello Rocco, che non dimentica il "Nuovo Clan Partenio"

Ecco le tre interrogazioni presentate dal conigliere Marcello Rocco nel Consiglio comunale di Serino

Il consigliere Marcello Rocco, in assise al Comune di Serino, presentava tre interrogazioni. Eccone il contenuto: 
 

 La prima inerente il problema della sicurezza a Serino e del mancato funzionamento della videosorveglianza, ormai da tempo immemore, nonostante le mie tante sollecitazioni sul tema presentate anche quando ricoprivo il ruolo di Assessore comunale. A seguito di un mio esposto-denuncia alla Procura della Repubblica e alla Prefettura quest’ultima è intervenuta per darmi ragione intimando al Sindaco di Serino di fornirmi tutti gli atti amministrativi dei quali avevo fatto richiesta per adempiere alle mie funzioni e che gli uffici preposti, in spregio ai regolamenti comunali e alle norme di legge vigenti, mi hanno negato;

La seconda per conoscere qual è il rapporto tra il Comune di Serino ed il Comandante della Polizia municipale Fulvio Testaverde attualmente in servizio in un altro Comune. Tale interrogazione si è resa necessaria per capire se sul Comune di Serino gravano oneri finanziari, sia di carattere previdenziali che salariali. Circostanza che rappresenterebbe uno scandalo non solo per gli sprechi in se ma in quanto allo stato attuale il Comando della Polizia Municipale è formato da tre agenti. Numero del tutto insufficiente per garantire i servizi minimi in un Comune irpino di fascia media come Serino.

La terza inerente le infiltrazioni di stampo mafioso-camorristico che hanno interessato, anche, il serinese a seguito di quanto emerso dalle indagini sul “Nuovo Clan Partenio” condotte dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, dalla Procura della Repubblica di Avellino e dalle Forze dell’ordine: Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato.

Ritenendo le tre interrogazioni degne di nota, in special modo la terza, mi è sembrato doveroso rendere partecipi voi mass media di quanto sta avvenendo a Serino per cercare di raggiungere, all’insegna del principio di trasparenza, quanti più cittadini possibili.

 
 
Interrogazione n°1 presentata ai sensi dell’art. 35 del Regolamento per il Consiglio comunale, approvato con deliberazione n° 99 del 8 settembre 1994.
 
in data 17 giugno di quest’anno, il sottoscritto, avanzava richiesta di informazioni per iscritto al Responsabile dell’Area tecnica, ing. Gaspare Grimaldi ed al Comandante f. f. della Polizia locale, sig Alessandro Pelosi, nonché, per conoscenza, al Segretario comunale, circa il mancato funzionamento del sistema di video-sorveglianza.
Tale richiesta si rendeva necessaria dopo che il sottoscritto aveva tentato di acquisire per le vie brevi le informazioni di cui sopra, necessarie per l’espletamento del proprio mandato, presso gli uffici menzionati senza ottenere risposte chiare per la comprensione della reale situazione.
Dopo aver atteso un lasso di tempo ben superiore ai 30 gg. (ammesso che tale termine  previsto dalla legge 241/’90 e successive modifiche ed integrazioni, per il rilascio di atti ai cittadini valga pure per i consiglieri comunali nell’espletamento del proprio mandato), in data 7 settembre, in pratica dopo circa tre mesi, il sottoscritto presentava  esposto- denuncia all’Autorità Giudiziaria per l’accertamento di eventuali reati ed al sig. Prefetto di Avellino per quanto di sua competenza, quale Autorità di Governo.
In data 2 ottobre Sua Eccellenza il Prefetto scriveva al Sindaco di Serino e, per conoscenza al sottoscritto, chiedendo notizie sul contenuto dell’esposto, rammentando allo stesso il secondo comma dell’art. 43 del Testo Unico n. 267/2000, che riconosce ai consiglieri comunali il diritto di ottenere dagli uffici tutte le informazioni in loro possesso , utili per l’espletamento del mandato politico-amministrativo ricoperto. Tanto più, scriveva sempre il Prefetto, “…attesa l’importanza strategica di mantenere in efficienza l’esercizio di detti dispositivi di video-sorveglianza…”.
Sono passati altri due mesi circa dal 2 ottobre scorso, data dell’invio della missiva del Prefetto e nulla è accaduto.
Alla luce di quanto sin qui esposto, si interroga il signor Sindaco, con richiesta di risposta scritta:
1) se è stata data risposta alla lettera del Prefetto del 2 ottobre 2019, n. di protocollo in uscita 0064648 e, in caso affermativo, per quale ragione al sottoscritto non è stato comunicato nulla;
2) se nei confronti dei responsabili degli uffici destinatari della mia richiesta del 17 giugno sono stati adottati provvedimenti, anche di natura disciplinare, essendo evidente, nel caso di specie, la palese violazione di norme regolamentari e leggi dello Stato in materia di diritti dei consiglieri eletti;
3) come intende il Sindaco, in capo al quale la legge prevede il potere-dovere di vigilanza e controllo sull’esatto adempimento delle incombenze delegate ai funzionati incaricati art. 50, comma 2 e art. 107 del Testo unico 267/2000, affrontare quello che è si un problema di rispetto dei diritti e delle prerogative dei consiglieri, ma è , parimenti, un fatto di trasparenza e buon andamento della gestione della Cosa pubblica.
E su questo terzo punto c’è una giurisprudenza costante e univoca, tesa ad affermare che il primo cittadino deve vigilare su come lavora il funzionario.

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