Nuovo Clan Partenio, quattro indagati rinunciano al Riesame

Nel filone sulle aste giudiziarie, intanto, vengono messe agli atti nuove denunce

In data odierna, davanti al Tribunale del Riesame di Napoli, è stato il giorno dei ricorsi in merito all'inchiesta sulle aste giudiziarie nata da quella sul Nuovo Clan Partenio. L'inchiesta della Dda di Napoli ha messo nel mirino 22 indagati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, tentata estorsione e tentata turbata libertà degli incanti. I ricorsi, come di norma, vengono avanzati per chiedere eventuali dissequestri disposti, ma anche per permettere agli indagati la visione di tutti gli atti dell'indagine.

Indagati rinunciano al Riesame

Quattro indagati, difesi dall'avvocato Villani, hanno rinunciato al Riesame. Stando a quanto si apprende, risulta sussistere, infatti, l'eccezione sull'incompetenza territoriale poichè, nel decreto di sequestro, il giudice per le indagini preliminari escludeva l’aggravante mafiosa. Pertanto, la competenza non sarebbe più di Napoli e della Dda, ma potrebbe tornare nel capoluogo irpino.

Come detto, i ricorsi al Riesame occorrevano agli indagati anche per visionare tutti gli atti relativi all’indagine; a cominciare da quei documenti ancora non rivelati dalla Procura; sarebbe a dire le nuove denunce, raccolte successivamente ai primi sequestri e in cui i soggetti vessati raccontavano di intimidazioni e minacce.

Aste giudiziarie: motore economico del Nuovo Clan Partenio

L'inchiesta sulle aste giudiziarie è da considerarsi una costola di quella sul Nuovo Clan Partenio, in quanto punterebbe a fare luce su quella che era la motrice economica dell'organizzazione criminale. Infatti, non senza l'ausilio di diversi professionisti (anche custodi giudiziari e consulenti di banca), il gruppo di indagati aveva messo in piedi una serie di attività che abbracciavano l'intero iter previsto per le aste: dall'individuazione del bene alla vendita dello stesso, con minacce prodotte verso gli altri concorrenti. Non è tutto. L'indagine potrebbe presto aprirsi ad altri scenari, in attesa che venga depositata la consulenza tecnica ordinata dalla Procura, incentrata su diversi computer e cellulari.

 

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