Vendeva i pass per l'Area C di Milano in cambio di soldi: arrestato avellinese

Coinvolto già in altre grane giudiziarie

Nel 2009, ormai quasi dieci anni fa, era finito in manette perché accusato di essere un infedele, un corrotto. Sette anni dopo, gli era toccata la stessa sorte, quella volta per una storia di massaggi e prostituzione. Giovedì, invece, come ultimo capitolo della sua personalissima triste storia, è finito direttamente in carcere. A raccontare dell'episodio è il collega Carmine Ranieri Guarino di  MilanoToday.

I carabinieri della sezione Catturandi, guidati dal capitano Marco Prosperi, hanno arrestato Nicola Domenico Colicchio, cinquantottenne di origini avellinesi, residente a Cologno Monzese, e ormai ex istruttore della polizia locale di Milano. 

I pass per Area C

L'ex ghisa, già sospeso e senza stipendio dalla sentenza di primo grado del maggio 2015, è stato condannato in via definitiva a sei anni e cinque mesi di carcere con le accuse di corruzione, abuso d'ufficio, falso in atto pubblico e omissione in atti d'ufficio. 

Colicchio, stando a quanto stabilito dai giudici, nel 2009 avrebbe clonato il software del Comune e avrebbe venduto decine e decine di pass per l'Area C soprattutto a residenti della zona di via Settala, alcuni dei quali si affidavano a lui anche per fare in modo che dai sistemi della Locale scomparissero i loro accessi abusivi nella zona a traffico limitato. Ma non solo. Perché, in più di un'occasione, lui e i suoi complici - per loro le condanne definitive non sono ancora arrivate - avrebbero fornito ai "clienti" anche finti pass invalidi per la sosta. 

Il 58enne, che ora si trova nel carcere di San Vittore, aveva tentato un ultimo disperato tentativo ricorrendo alla Cassazione, che però il 3 luglio scorso ha reso definitiva la sua condanna. Dal 25, invece, lui è diventato a tutti gli effetti un latitante, anche se la "caccia" degli uomini della Catturandi è durata il tempo di una giornata perché il 26 i militari lo hanno trovato in un'abitazione di Cologno - non quella "ufficiale" della sua residenza - e lo hanno portato via. 

Il giro di prostituzione

I guai per Colicchio, però, potrebbero non essere ancora finiti. Il suo nome, infatti, è anche nelle carte del processo su un giro di prostituzione che aveva come base un centro massaggi cinesi in via Dante a Monza.

I clienti, oltre ai massaggi, con una piccola aggiunta di denaro potevano chiedere prestazioni e rapporti sessuali. A gestire il giro, secondo quanto accertato all'epoca dai carabinieri, erano proprio un 44enne e l'ex ghisa infedele

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