Ucciso con 15 colpi di pistola: Avellino gli intitola una strada

La cerimonia di intitolazione si terrà lunedì 20 marzo 2017 alle ore 11:00 in via Annarumma alla presenza del Sindaco, dell’Amministrazione comunale e dei familiari del Sovrintendente Campanello

L’Amministrazione Comunale di Avellino ha deciso di intitolare la traversa di via Annarumma, fino alla biforcazione che conduce alle Contrade S. Eustacchio e Pennini al Sovrintendente Capo di Polizia Penitenziaria Pasquale Campanello, nato ad Avellino il 14 Novembre 1960 e ucciso da quattro killer con quindici colpi di pistola a distanza ravvicinata in un agguato sotto la sua abitazione a Mercogliano l’8 Febbraio 1993.

La cerimonia di intitolazione si terrà lunedì 20 marzo 2017 alle ore 11:00 in via Annarumma alla presenza del Sindaco, dell’Amministrazione comunale e dei familiari del Sovrintendente Campanello. Nato ad Avellino il 14 Novembre 1960 Pasquale Campanello si era diplomato in agraria e progettava di fare l’enologo, ma poi aveva scelto di indossare la divisa, rinunciando ad altri sogni.

La moglie Antonietta Oliva ha sostenuto che la scelta del marito non era stata un ripiego lavorativo, ma lo aveva fatto con convinzione e alto senso del dovere. Arruolatosi nel Corpo degli Agenti di Custodia poco più che ventenne, quando nel 1990 venne istituito il Corpo di Polizia Penitenziaria, Pasquale era diventato sovrintendente Capo del Corpo. Assegnato alla Casa Circondariale di Poggioreale, dove era addetto al padiglione di massima sicurezza “Venezia”, nel quale erano reclusi diversi affiliati alla Camorra, si distinse per l'intransigenza con la quale svolgeva il proprio lavoro.

Fu proprio questa sua intransigenza che firmò la sua condanna a morte da parte dei clan, che non potevano sopportare la sfida che Pasquale Campanello portava avanti ogni giorno nel carcere allo strapotere dei detenuti camorristi. L’ 8 febbraio 1993, finito il turno di lavoro, Pasquale Campanello stava rientrando a casa dalla giovane moglie Antonietta e i figli Silvia e Armando, quando sotto casa sua, a Torrette di Mercogliano, un commando di quattro killer lo bersagliò con 14 colpi di arma da fuoco, di cui 4 alla testa, uccidendolo sul colpo, all'età di 32 anni. Il Sovrintendente Campanello è stato riconosciuto “Vittima del Dovere” ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno. Alla sua memoria è intestata anche una targa presso la Sala Convegni dell’istituto penitenziario di Poggioreale a Napoli.

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