Don Alfonso migliore ristorante di lusso, lo chef è l'irpino Nicola Pignatelli

A decretare il vincitore il portale TripAdvisor, Don Alfonso primo in Italia e quinto al mondo

Situato a Sant'Agata sui Due Golfi, nella splendida cornice della penisola sorrentina, il ristorante Don Alfonso 1890 è stato eletto dai viaggiatori di tutto il mondo il miglior ristorante di lusso in Italia. Parliamo di uno dei locali più importanti della penisola sorrentina, un indirizzo gastronomico di fama mondiale, espressione culinaria indistinguibile della famiglia Iaccarino.

Il capostipite Alfonso, nel 1973, anticipa la gastronomia del futuro rompendo con gli schemi del passato e rivoluzionando il modo di fare ristorazione. Oggi insieme a sua moglie Livia e ai figli Ernesto e Mario ha trasformato il Don Alfonso in uno dei ristoranti più ambiti d'Italia.

Ma il merito di essersi imposti in un panorama gastronomico internazionale, scalando le classifiche di tutto il mondo, sta anche in chi lavora con dedizione dietro le quinte, contribuendo a creare nuove dinamiche gourmet in una cucina ricca di stimoli. La famiglia Iaccarino, infatti è quella che possiamo definire una famiglia allargata che da sette anni ha "adottato" professionalmente lo chef di Mugnano del Cardinale, Nicola Pignatelli. Ci basta scambiare quattro chiacchiere con il cuoco irpino per capire l'amore incondizionato che nutre per Alfonso, il suo mentore che ha creduto in lui alla giovanissima età di 23 anni.

"Ringrazierò a vita la famiglia Iaccarino - esordisce Pignatelli - in loro ho trovato la mia casa, la mia dimensione. Don Alfonso mi ha insegnato tutto e quello che sono diventato oggi lo devo soltanto a lui".

A soli 30 anni Nicola Pignatelli è secondo chef al ristorante Don Alfonso di Sant'Agata sui due Golfi ed è chiaro fin da subito che è fiero del suo patrimonio gastronomico, che ha radici ben profonde, radicate nella sua terra e nella sua formazione al fianco dei migliori cuochi italiani.

"Dopo aver frequentato l'Istituto Alberghiero ad Avellino ho deciso di iscrivermi presso la Scuola di Alma, l'Istituto Internazionale di Cucina, fiore all'occhiello per la formazione nella ristorazione. In seguito sono approdato a Parma e poi da lì sono passato a Verona, Al Villa Del Quar con lo chef stellato Bruno Barbieri".

Una strada quella di Nicola votata già dai primi passi verso l'eccellenza. Dopo aver avuto l'onore di affiancare Barbieri, il cuoco di Mugnano non si è fermato, ma ha scelto di continuare il suo percorso con Giovanni Vissani, premiato con due stelle Michelin. Tuttavia l'esperienza con il celebre chef iniziava a stargli stretta, aveva bisogno di guardare verso nuovi stimoli più vicini alla sua storia e alle sue tradizioni. Dopo aver girato le migliori cucine d'Italia da cuoco, decide di sperimentare tutti i locali stellati, ma questa volta da commensale.

"Ho speso un capitale, ma avevo bisogno di ritrovare me stesso - scherza - Quando ho scoperto Don Alfonso ho capito che la sua cucina mi era cucita addosso. E' questa la cucina che amo, creativa, ma espressione di valori mai dimenticati: quelli della Campania. La migliore cucina al mondo".

Il Relais della penisola sorrentino, infatti, propone piatti della tradizione mediterranea rivisitati in maniera innovativa col desiderio di valorizzare una filiera agro-alimentare unica: quella biologica. Il ristorante di Sant'Agata sui due Golfi è la patria del biologico, un menù tutto da raccontare che strizza l'occhio alla massima qualità. Un principio fondamentale al quale dovrebbe guardare anche l'Irpinia per poter ritrovare la sua legittima vocazione agricola.

"Il presente e il futuro è rappresentato dal biologico - dice - Sono i prodotti la chiave di volta che hanno reso grande la famiglia Iaccarino. In ogni piatto c'è ricerca della materia prima, i prodotti sono coltivati personalmente con cura, sono selezionati con attenzione in modo da creare una cucina consapevole che è un trionfo del gusto. Se l'Irpinia investisse nel biologico il grano potrebbe diventare oro e le pecore potrebbero produrre un meraviglioso pecorino".

Nicola Pignatelli resterà sempre legato alle sue origini, ma il ritorno a casa è lontano dalle sue ambizioni. Sa che l'Irpinia della ristorazione è in pieno sviluppo, per questo un consiglio ai futuri chef si sente di darlo.

"A chi esce dall'alberghiero dico di fare la gavetta. Non montatevi la testa, non fatevi incantare dalle luci della ribalta televisiva. Lo chef è un lavoro meraviglioso, ma è anche un lavoro duro, sacrificante in cui non bisogna mai smettere di studiare". Insomma la strada di Nicola Pignatelli è ben tracciata: il suo presente e il suo futuro si chiama Don Alfonso.

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