Caso Maria Erminia Maglio, per ufficio scolastico non c'è stata discriminazione

E' la decisione, di cui scrive il Giornale di Brescia, cui è arrivato l'ufficio dopo aver svolto un'indagine all'interno dell'istituto

Secondo l’ufficio scolastico regionale della Lombardia, il dirigente dell’istituto agrario Pastori di Brescia non avrebbe commesso alcuna discriminazione nei confronti della professoressa avellinese Maria Erminia Maglio. Al contrario, sarebbe stata la stessa docente, alla fine del dicembre del 2015, a rinunciare all’incarico di supplente per motivi familiari. E’ la decisione, di cui scrive il Giornale di Brescia, cui è arrivato l’ufficio dopo aver svolto un’indagine all’interno dell’istituto. La vicenda fa riferimento alla denuncia, da parte di un parente della donna, al quotidiano napoletano “Il Mattino” per il modo in cui sarebbe stata trattata la docente. L’insegnante 30enne, infatti, è affetta da una ptosi cerebrale e da una semiparesi ai muscoli facciali.
Nel momento in cui si era presentata davanti al dirigente Augusto Belluzzo per chiedere la possibilità dell’incarico come supplente, il preside le avrebbe chiesto se fosse stata in grado di insegnare in quelle condizioni. In realtà, la donna era riuscita a conquistare ogni elemento della carriera, abilitata a insegnare materie agricole. Ma, secondo la denuncia a mezzo stampa, sarebbe stata rifiutata. Poi avrebbe partecipato a un concorso in cui a presiedere la commissione c’era proprio il dirigente del Pastori. E anche in quel caso non aveva passato l’esame. Ma per l’ufficio scolastico lombardo l’anonimato della prova garantisce l’imparzialità. Caso, quindi, chiuso per la regione.

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