Gerardo, tre anni di carte bollate per farsi riconoscere una casa popolare a Tufo

Il Tar di Salerno ha commissariato il Comune sul relativo atto

Da oltre tre anni sta lottando per ottenere un tetto dove vivere. Gerardo Nicoloro di Tufo, la sua battaglia a carte bollate l’ha vinta. Il Comune infatti, secondo la sentenza del Tar di Salerno deve dar seguito all’assegnazione della casa popolare. L’amministrazione del sindaco Nunzio Donnarumma non si è costituito neanche in giudizio. Ora sarà un commissario ad acta, nominato dal Prefetto di Avellino a riconoscere quanto la giustizia amministrativa ha riconosciuto al giovane ex operaio e ora senza lavoro.

L’avvocato Danilo Iacobacci è riuscito a far riconoscere le ragioni del proprio assistito. Inoltre, caso del destino, proprio nel giorno della pubblicazione della sentenza del Tar di Salerno, il primo cittadino Nunzio Donnarumma, prendeva carta e penna e su carta intestata scriveva alla parte interessata, agli Iacp, al Prefetto e ai carabinieri e riferendosi ad altra sentenza del Tar ribadiva la impossibilità di dare esecuzione con i seguenti motivi: “non può essere assegnato l’alloggio di proprietà Iacp resosi disponibile a Tufo in via Macinanti 14 perché l’alloggio eccede gli standard abitativi, essendo il nucleo familiare di Nicoloro composto da una sola persona. Inoltre non esistono sul territorio comunale alloggi con standard abitativi da due vani abitabili”. Ora la vicenda verrà risolta da una persona terza, nominata dal prefetto, in sostituzione del primo cittadino, in ottemperanza alla richiesta del Tar.

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