Assolto il boss Graziano, aveva evaso i domiciliari

La sentenza è stata emessa dal GUP Paolo Cassano

Il boss di Quindici, Arturo Graziano, è stato scagionato dalle accuse di aver violato la sorveglianza speciale. La sentenza in auge è stata emessa dal GUP Paolo Cassano. Accolta, quindi, la richiesta del legale Raffaele Bizzarro. Le contestazioni fanno riferimento a tre episodi specifici, che vanno da maggio a giugno 2016, e nei quali i carabinieri avevano eseguito delle perquisizioni domiciliari trovando l'imputato in compagnia di pregiudicati, violando, quindi, le prescrizioni alle quali era sottoposto. 

L'avvocato del boss ha chiamato in causa una sentenza della Corte Costituzionale, risalente al 2013, e che stabilisce come l'esecuzione di una misura di prevenzione personale resti sospesa se la persona che vi è sottoposta è in arresto per espiare una pena di lungo corso.  

Nel caso di Graziano, durante il periodo contestato, il tribunale doveva ancora esprimersi; la misura di prevenzione, quindi, era da considerarsi sospesa. 

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