Aggredito, ha la foto dei malviventi: "Mi stavano ammazzando per un marsupio"

Antonio Acace di Montoro racconta l'episodio spiacevole sul diario di facebook. Sulla serranda del suo ufficio c'è scritto "Chiuso per aggressione"

Antonio Acace di Montoro non riesce a mandare giù lo spiacevole episodio: è stato aggredito da due persone mentre era a lavoro per un marsupio. Sulla serranda del suo ufficio c’è scritto "Chiuso per aggressione". A raccontare l'accaduto è Antonio stesso su facebook: “Erano le 17.20 circa mentre mi apprestavo a svolgere un lavoro di configurazione di un nuovo router presso la ditta Torello Impianti sita al centro di Piano di Montoro, porgendo le spalle alla porta che era aperta a fronte strada, vengo aggredito da due balordi con un corpo contundente alla testa senza nessun preavviso, il colpo mi lascia quasi privo di sensi per qualche secondo, poi nasce una violenta colluttazione durante la quale l’ufficio nel quale mi trovavo viene rivoltato in un modo indescrivibile, il tutto dura più o meno 30 secondi e alla fine i due balordi che presumibilmente volevano prendersi il mio marsupio e non so cosa altro da quell’ufficio scappano via”.

E viene poi trasportato all’Ospedale: “Tutto questo mi lascia con una frattura scomposta dello zigomo sinistro ed una lesione al lobo temporale di circa 2.5 cm. diagnosticato dall’ospedale Landolfi di Solofra dopo una Tac. Dopo una serie di visite specialistiche effettate nei giorni scorsi, mi dovrò ricoverare per un intervento allo zigomo di ricostruzione, tutto questo mi costerà circa due settimane di degenza in ospedale e non so ancora quanti giorni di convalescenza forzata. Tutto questo comporterà la chiusura per un periodo di tempo non determinato della mia attività con un notevole danno anche economico”.

Lo sconforto è tanto: "La mia mente si fa un sacco di domande, in primis sulla riuscita dell’intervento che è di per sé abbastanza complesso e poi come mai sia possibile una violenza tale per un semplice marsupio, che per pochi millimetri non mi è costata la vita? Domande che forse non avranno mai una risposta, nonostante il super impegno messoci dai carabinieri, dai vigili e da una buona parte dei cittadini di piano che hanno contribuito alla ricerca di questi due “balordi” purtroppo senza nessun risultato”.

Infine l’appello alle Istituzioni:  “il nostro esercito invece di mandarlo in missioni “pseudo – umanitarie” perché non lo mettiamo sulle nostre strade come servizio di supporto per le forze dell’ordine in modo da tenere sotto controllo il territorio con quello che succede? Certo la mia voce come può arrivare dove dovrebbe arrivare, oggi io mi ritengo fortunato ma per avere una maggiore sicurezza sulle nostre strade ci doveva scappare il morto?”

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