Sapore d'Irpinia

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Vini Delite, Emanuele il volto nuovo del Taurasi di Montemarano

Emanuele Coscia ha concretizzato il sogno di suo nonno creando una cantina che ha saputo trovare la giusta sintesi tra passato e presente per tre vini dal bouquet elegante e peculiare

La storia di Delite è tanto giovane quanto antica. L'azienda ha poco più di due anni, ma dietro questa cantina si cela una sapienza contadina che affonda le sue radici nei primi del '900.
Delite è l'acronimo di De Lisio, Italia ed Emanuele. In questi tre nomi è scritto il Dna di un vino nato dall'amore di un giovane per le sue radici.
Emanuele Coscia ha soli 23 anni, ma ha la tenacia e la capacità di chi lavora la terra sin da tenera età. Lui che da bambino ai giochi preferiva sporcarsi le mani, accompagnando i nonni, Italia e Generoso De Lisio, nelle fasi salienti della vinificazione. Emanuele è cresciuto respirando, vivendo e assaporando tanto di quel vino che alla fine quasi inconsapevolmente ne ha fatta una scelta di vita.

“Per un periodo sono stato lontano da Montemarano - esordisce -  ma quando per una serie di problemi sono ritornato a casa, tra gli affetti dei miei cari ho ricominciato a fare quello che ho sempre fatto: trascorrere le giornate accanto ai miei nonni per curare le vigne. La famiglia di mia madre, i De Lisio sono vignaioli da generazioni, ma non hanno mai etichettato. Il loro vino già agli inizi del secolo scorso veniva mandato alla ferrovia per essere venduto sfuso. Nonostante i numerosi attestati di stima non eravamo mai riusciti a concretizzare il sogno di etichettare, fino a quando nel 2017 abbiamo trasformato l'attività agricola in una vera cantina vitivinicola specializzata”.

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Seguendo i principi della viticoltura naturale e biologica nel 2017 nasce Delite. La scommessa da vincere è produrre non solo vini di qualità, ma vini riconoscibili tracciando un percorso inedito nello stile del territorio montemaranese. La filosofia Delite è sì orientata al rispetto della tipicità del territorio, ma allo stesso tempo Emanuele, avvalendosi delle moderne tecniche enologiche, ambisce ad un prodotto unico, dalle caratteristiche peculiari e riconoscibili dal consumatore finale.

“Montemarano può vantare un nome importante come Salvatore Molettieri, un esempio per una ragazzo come me – chiosa – Un po' come ha fatto lui il mio obiettivo è distinguermi. In un mondo dove tutto sta diventando omologazione, compreso il vino, Molettieri è riuscito a creare il suo timbro identificativo. Lo stesso voglio fare io. Con la consapevolezza che il mercato vitivinicolo è difficile e competitivo, ho l'ambizione di rivolgermi ad un pubblico di nicchia, non mi interessano i numeri, mi interessa il prodotto, voglio che il consumatore finale riconosca il mio vino quando lo beve senza il bisogno di leggere l'etichetta. Solo allora sarò realmente soddisfatto”.


In una terra straordinariamente vocata alla produzione di vini di qualità Emanuele è riuscito ad esprimere il perfetto sposalizio tra passato e presente. Un connubio che parte dall'esperienza di nonno Generoso, prosegue nella guida di nonna Italia e culmina nella tecnica dell'enologo Arturo Erbaggio (allievo di Luigi Moio). A dare un senso a tutto questo la determinazione di Emanuele Coscia, i suoi valori per l'ambiente, il territorio, il vino. Nascono così tre nettari con le radici nel cuore:

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GENEROSO - Aglianico Igt
Prende il nome del capostipite della famiglia De Lisio. Questo vino rappresenta una delle pietre angolari della cantina De Lisio, intenso nel suo colore rosso rubino trae tutti i profumi messi a disposizione dalla natura di un sito particolarmente fertile e generoso come Montemarano.
NONNA SEPPA - Campi Taurasini Doc
Dedicato a Giuseppa, detta “Nonna Seppa”, che a Generoso fece da padre e da madre. Viene ottenuto da una selezione delle migliori uve di Aglianico dei terreni di famiglia.
La vinificazione è condotta con scrupolo in maniera tradizionale senza trascurare le conquiste della modernità, allo scopo di esaltare nel vino la tipicità di un territorio unico.
PENTAMERONE - Taurasi Docg
Il nome è ispirato all’omonima opera letteraria di Gianbattista Basile (già governatore di Montemarano dal 1626), definita da Benedetto Croce il più antico e ricco fra i libri di fiabe popolari. È ottenuto dalle uve di contrada Chianzano di Montemarano, una vigna baciata dal sole dall’alba al tramonto. Le caratteristiche pedoclimatiche conferiscono a questo vino caratteristiche di unicità. Un vino molto scuro nel calice e altrettanto scuro nei profumi che ne fanno un bouquet delizioso: caffè, rabarbaro, inchiostro, ferroso, con pennellate di erbe aromatiche. Sapore lineare, piacevole, fresco e strutturato, dal tannino morbido.

Nel giro di due anni Emanuele ha dato vita a dei nettari che rispecchiano fedelmente la sua filosofia e che con garbo si stanno affermando sul panorama ristorativo campano e tra gli esperti di settore. Si tratta di vini eleganti, con una morbidezza frutto di un bilanciamento ricercato che oscilla volutamente tra ieri e oggi, mantenendo intatte le caratteristiche del vitigno: l'Aglianico di Montemarano. 

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