Sapore d'Irpinia

Sapore d'Irpinia

La nuova sfida di SerroCroce: acqua, grani, spezie e luppoli per una birra 100% irpina

'Irpinia' è il nuovo progetto di Vito Pagnotta, imprenditore all'avanguardia che ha scelto di valorizzare il territorio in cui è nato e cresciuto per realizzare una birra a Km0 di altissima qualità

Vito Pagnotta, il volto tecnologico dell'agricoltura irpina, un giovane che all'indomani della laurea ha scelto il territorio con lo scopo di rilanciare l’economia e le coltivazioni locali. Sguardo al futuro e radici profonde hanno maturato nell'imprenditore un progetto all'avanguardia che nel 2011 sfocia nella Birra Serrocroce, un prodotto di nicchia che punta sul valore aggiunto della filiera corta in un luogo salubre, pulito e sano.

Serrocroce come il nome di Serro della Croce, il più alto dei tre colli di Monteverde, per evocare la storia di una famiglia legata al territorio, al profumo del grano e ai riti della mietitura.

“A dare i natali all'azienda agricola fu mio nonno - racconta Vito Pagnotta – Fu lui che nel 1969 decise di investire nella cerealicoltura, poi quando mio padre prese in mano le redini dell'attività scelse di incrementare le superfici e quindi la produzione. Oggi come allora, l'essenza della nostra attività permane la stessa, ma ad un certo punto ho deciso di sviluppare un concetto che ci era sempre appartenuto: quello della filiera corta. Se prima trasformavamo il grano in farina per i panifici, oggi il ciclo di produzione termina nella trasformazione dei cerali in birra”.

I Pagnotta hanno sempre coltivato cereali, ma Vito dopo la laurea in agraria ha deciso di ampliare il perimetro della sua azienda agricola, passando dalla coltivazione alla trasformazione, in un raggio di pochissimi metri di distanza. Il risultato è una birra contadina, la prima a filiera corta di tutta la Campania e tra i pochi esempi nel Mezzogiorno d'Italia.

“Di tutte le materie prime che compongono il prodotto finale – mi spiega Vito – solo una è di totale provenienza straniera, ed è il luppolo. I nostri campi si estendono nel territorio di Monteverde, qui coltiviamo due varietà di orzo da malto: Scarlett e Otis. Ma per realizzare una birra 100% irpina abbiamo deciso di impiantare alcuni filari di luppolo portando interamente nella bottiglie le caratteristiche della zona di produzione”.

Una sfida del tutto nuova che potrebbe preludere la prima vera e propria birra a Km0 caratterizzata in toto dalle sfumature agresti dell'Irpinia.

“Il luppoleto ormai è stato impiantato – chiosa il mastro birraio - una volta pronto realizzeremo la quinta birra della linea Serrocroce che con molta probabilità chiameremo Irpinia, visto è considerato che sarà realizzata con acqua irpina, grani irpini, spezie irpine e luppoli irpini, interamente di nostra produzione”.

Il luppolo è una coltura che richiede tecniche agricole molto articolate, una continua gestione delle acque di irrigazione, la meticolosa manutenzione degli impianti di coltivazione, fino alla complessità della raccolta. Un investimento tutt'altro che scontato di cui sarà interessante scoprire il risultato finale dal punto di vista della qualità e della produttività di una varietà autoctona.

Ma nonostante le difficoltà, l'agri-birrificio di Monteverde è un pionere in termini di innovazione e lo ha dimostrato negli anni affermandosi nei migliori mercati del Food & Beverage con i suoi nettari rifermentati in bottiglia: la Granum, la Fresca, l'Ambrata e la Chiara. Tra le peculiarità di Serrocroce non c'è solo la pregiata materia prima, ma anche i processi di lavorazione che seguono ritmi lenti e precisi secondo i dettami della tecnologia green più avanzata. Le birre sono prodotte senza filtraggi, pastorizzazione, o chiarificazione seguendo il metodo delle doppia fermentazione, un ciclo di produzione che puo toccare fino ai quattro mesi.

D45A9006-2

“A differenza delle birre presenti sulla grande distribuzine, noi aspettiamo sempre che i tempi siano maturi prima di immettere una birra in commercio. Il motto è: lenta lavorazione , lenta maturazione e infine rifermentazione in bottiglia, un metodo simile a quello dello spumante utile ad elevare il sapore della birra, darle un sapore più deciso, raffinato”.

D45A9051-2

Dal 2011 ad oggi il progetto brassicolo di Serrocroce è cresciuto: ha aumentato la capacità produttiva, si è esteso all'estero (in particolare in Giappone ) e tra qualche mese diversificherà la produzione lanciando sul mercato due nuovi prodotti: la tisana di Ippocrate, ovvero la bevanda che si ricava dall'infusione dei chicchi di orzo e la farina Senatore Cappelli. Ma le sorprese non finiscono qui perchè le idee di Vito sono tante e l'agribirrificio di Serrocroce è la dimostrazione vivente che il tessuto produttivo della nostra provincia è fertile e fecondo proprio come la terra che lo ospita.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Notizie di oggi

  • Cronaca

    Luci natalizie e giocattoli cinesi, fioccano sequestri e denunce

  • Cronaca

    Massacro di Avellino, oggi i funerali di Claudio

  • Cronaca

    Auto sbanda e sfonda il guardrail: paura per un anziano

  • Politica

    Commercianti e cittadini inviperiti per ordinanza antismog, Movimento 5 Stelle nel mirino

I più letti della settimana

  • Tragedia di Avellino, Claudio ucciso con almeno 10 coltellate

  • Massacro di Avellino, Ylenia ha parlato con gli inquirenti

  • Tragedia atroce: accoltella una donna, uccide un uomo e si getta dal palazzo

  • Massacro di Avellino, gravissime le condizioni dell'omicida

  • La 15enne Caterina Romano è scomparsa

  • Massacro ad Avellino, gli inquirenti cercano il movente

Torna su
AvellinoToday è in caricamento