Sapore d'Irpinia

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"Racconti di Pizza", l'anima di Giuseppe Maglione nei versi di Emilio Pompeo

Da Daniele Gourmet il cibo diventa prosa in un evento esclusivo che ha visto la speciale partecipazione dello chef narrante Emilio Pompeo

Il cibo è espressione di un territorio, della sua storia e del lavoro di un popolo. Ma anche interpretazione dei sentimenti e della sensibilità di un cuoco, della sua anima vagabonda sempre pronta a impregnarsi di saperi, sapori, profumi, passioni.
Sentimenti che si palesano nell'arte culinaria che diventa il mezzo privilegiato per regalare emozioni e sensazioni. Lo sanno bene due protagonisti della gastronomia contemporanea: il pizza chef Giuseppe Maglione e lo chef narrante Emilio Pompeo. Due poli opposti della ristorazione che si incontrano nelle celebrazione del gusto nei suoi aspetti differenti. Il primo silenzioso, timido e riservato, il secondo istrionico, vulcanico, estroverso, ma entrambi uniti nell'antidoto contro tutti i mali: il nutrimento dello spirito attraverso una sinfonia sensoriale che coinvolge vista, udito, olfatto, tatto, gusto.
Il cibo per loro è un viaggio narrato, perché parlare di cibo è semplice, raccontarlo è cosa ben più ardua. Emilio Pompeo lo fa con l'arte della prosa, Giuseppe con quella del pensiero. Un assaggio di questa filosofia, ieri sera da Daniele Gourmet, in un evento coinvolgente che diventa esperienza partecipativa del food nelle sue forme materiali e immateriali.
“Abbiamo solo un punto di salvezza e sono i sensi e se perdiamo solo un senso la nostra esistenza non ha più senso – esordisce lo chef narrante Emilio Pompeo - E come li valorizza questi sensi Giuseppe? Con la passione e il talento. La pizza di Giuseppe è sospesa: è come il caffè che lasci a chi viene dopo di te, lascia un segno. Come per magia chi arriva dopo, anche se la sua pizza non l'avrà mai mangiata, l'avrà già sentita. Perché Giuseppe non è audace con le parole, è audace con le mani, non è bravo con le parole, ma è bravo con il pensiero”.

Gli fa eco timidamente Giuseppe che con i suoi impasti e i suoi topping ha stravolto anche in modo un po' inconsapevole il mondo della pizza in città : "Non lo so se il mio è talento, ma sicuramete è forte atttaccamento a quello che faccio. Quando lavoro mi sento tutt' uno col prodotto, dalla lievitazione, all'impasto, passando per gli ingredienti c'è qualcosa di me".
In questo itinerario in versi Maglione ha colto l'occasione per presentare la genesi delle sue ultime creazioni: Pizza Iola (pomodoro corbarino, aglio, vino bianco, origano, capperi, olive caiazzane, straccetti di carne), Carmasciando (toma blue di pecora, caciocavallo, pecorino, emozioni all'aglianico, fiordilatte Gaudiosi) e Lardiata (pomodoro corbarino, lardo irpino, briciole di pane, croccante, cipolla grigiata, timo, rosmarino, basilico, prezzemolo). Tre interpretazioni oniriche dei suoi viaggi, i suoi incontri e i suoi confronti. Racconti, riflessioni, memorie si estrinsecano ancora una volta in questi soffici dischi rotondi narrati vivacemente da Emilio che nelle parole trova l'incontro tra la storia e il cibo creando una storytelling che rivela idee e sensazioni. Come nel caso di Jolanda detta Jola questa donna prosperosa che si trasforma in una pizza ancestrale appagando il desiderio di convertire un’esperienza gastronomica in un eterno ricordo.
 

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