Parla la mamma di Laura uccisa dal padre una mattina d'estate, la testimonianza al convegno “Violenza di genere”

L'appuntamento venerdì al carcere Borbonico

“Quando succede una tragedia simile le vittime non devono essere mai abbandonate, né psicologicamente né economicamente. Sentirsi soli è dura, sono crollata diverse volte, ci sono stati attimi in cui avrei voluta farla finita”. Giovanna Zizzo, mamma di Laura, uccisa dal padre una mattina d’estate di cinque anni fa, porterà la sua “Violenza di genere: parliamone!” organizzato dalla Casa di accoglienza per donne maltrattate “Antonella Russo” in programma al Carcere Borbonico. Laura il 26 settembre avrebbe compiuto 17 anni, invece è stata uccisa mentre dormiva con la sorella, sopravvissuta solo grazie all’intervento dei due fratelli più grandi che si trovavano nella stanza accanto. Per l’omicida il 18 luglio di quest’anno è stato confermato l’ergastolo.

Secondo i giudici voleva “infliggere un castigo alla loro madre per le sofferenze che aveva dovuto subire e per avere coinvolto i figli nella loro crisi coniugale”. Da quel 22 agosto 2014 Giovanna non si dà pace. Racconta la sua storia nelle scuole per sensibilizzare le persone, ma soprattutto per far capire che le vittime non devono essere lasciate sole.

«Giovanna ha trasformato una grande tragedia in un gesto d’amore per gli altri - dice Maria Rosaria Famoso di “Antonella Russo” - il suo messaggio sarà importante: il nostro obiettivo è sensibilizzare quanto più è possibile sulla violenza di genere. Dobbiamo fare prevenzione in tutti i modi».

La giornata di venerdì, che avrà inizio alle 9.30, sarà un importante momento di riflessione, di conoscenza e di approfondimento sull’argomento. Oltre a Giovanna Zizzo, sono previsti anche gli interventi di Anna Montuori, psicologa “Antonella Russo”, Marianna Mazza, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Avellino, Vincenza Luciano, consigliera di Parità Provincia di Avellino, Ida Mazzarotti, psicologa “Antonella Russo”, Donatella De Bartolomeis, editrice e giornalista e Anna Cotone, rete “Reama”, una rete di soggetti che lavorano a vario titolo per il contrasto della violenza, per l’Empowerment e l’Auto Mutuo Aiuto.

L’iniziativa è sostenuta dalla BPER e dal San Tommaso calcio. “Ringraziamo la BPER, ovviamente, ma in particolare il San Tommaso”, spiega Famoso. “Una squadra di calcio, uno sport prettamente maschile, che appoggia e sostiene progetti contro la violenza sulle donne, è sicuramente un bel messaggio”. Alla giornata di riflessione sono state invitate anche alcune scuole della città di Avellino. “Puntiamo molto sui giovani, la vera prevenzione parte da loro, il nostro futuro”.

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