Slitta la riapertura degli sport di contatto, Spadafora: "Il Governo si assuma le proprie responsabilità"

La nota del ministro: "Da giorni vediamo persone che giocano nelle piazze, nelle strade, sulle spiagge e nei parchi pubblici: ritengo più giusto e più sicuro giocare nei centri sportivi seguendo le regole previste dalle Regioni"

Slitta ancora la riapertura degli sport di contatto. Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella giornata di ieri, ha dato parere negativo per lo sblocco delle attività amatoriali, tra cui il calcetto, molto praticato nella nostra provincia.

Spadafora: "Più giusto e più sicuro giocare nei centri sportivi"

In una nota pubblicata poco fa, il Ministro Vincenzo Spadafora ha dichiarato di aver scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro della Salute Roberto Speranza, al fine di sollecitare il Governo a un'azione importante e responsabile per la riapertura degli sport di contatto.

Da giorni vediamo persone che giocano nelle piazze, nelle strade, sulle spiagge e nei parchi pubblici: ritengo più giusto e più sicuro giocare nei centri sportivi seguendo le regole previste dalle Regioni.

Resta fondamentale il parere dei medici, ma non si può ignorare il contesto: il Governo ha il dovere di assumersi la piena responsabilità di ogni decisione. 

Per questo ho scritto al Presidente Giuseppe Conte e al Ministro Roberto Speranza: so bene quanto importante sia il rispetto delle norme di distanziamento fisico, ma non credo si possa prescindere dall’osservazione empirica di quanto accade sotto i nostri occhi. 

Diventa sempre più difficile spiegare il motivo di posizioni del tutto intransigenti e, nello specifico, dell'impossibilita di individuare soluzioni e percorsi che, a certe condizioni, possano consentire la ripresa degli sport di contatto e soprattutto delle attività sportive amatorial.

L’attuale situazione sta determinando un duplice effetto negativo: da un lato, migliaia di Associazioni sportive dilettantistiche e Società sportive dilettantistiche sono costrette a cessare le proprie attività e a licenziare di fatto i propri collaboratori; dall’altro, gli sforzi sinora compiuti rischiano di essere seriamente compromessi.

Per altro verso, non può sfuggire che le risorse messe a disposizione per il sostegno al mondo delle ASD e le SSD non siano pienamente sufficienti a soddisfare tutti i bisogni che, nei prossimi mesi, potrebbero accrescersi.

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Le valutazioni non spettano esclusivamente al CTS ma al Governo, nella piena assunzione delle proprie responsabilità e tenendo conto del contesto generale.

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